Post pubblicato in luglio, 2011

Servizio civile

Con la fine dell’obbligatorietà del servizio di leva più conosciuto col termine di “Naja”, attualmente è il servizio civile che ha sostituito almeno in parte la funzione civica del “militare” appunto. Si svolge solitamente nella città di residenza, anche se in progetti specifici si può richiedere l’impiego fuori sede o all’estero, ed è indirizzato a tutti quei giovani sia maschi che femmine che vogliono dare il loro contributo volto ad un’utilità sociale.

Differenze tra il servizio civile sostitutivo e l’attuale servizio civile nazionale

Originariamente il servizio civile fu istituito per gli obbiettori di coscienza e cioè per tutti quelli che o per credo o per “scusa” non volevano sostenere il servizio di leva, solo successivamente, e cioè nel 2001 fu varato il progetto pilota del Servizio Civile Nazionale, che fu destinato sia alle donne che agli uomini e che vide la definitiva affermazione nel 2005 con la definitiva soppressione del servizio militare obbligatorio. Ma la reale differenza tra il passato e il presente è la totale volontarietà del servizio, e cioè il fatto che i giovani dai 18 ai 28 anni possono autonomamente decidere e in tutta libertà se dedicare o no a questo operato un anno della loro esistenza. Inoltre il servizio civile vede la presenza di un rimborso spese che è ben maggiore di quello che costituiva la “paghetta” militare o dell’obbiettore di coscienza.

Scopo del Servizio Civile

E’ un’esperienza formativa di sicuro interesse per i giovani d’oggi, soprattutto in zone del nostro paese dove può essere a volte l’unica occasione di inserimento lavorativo futuro. Gli enti e le realtà nelle quali si svolge il Servizio Civile sono variegate, e si va dalle pubbliche amministrazioni, passando per le ONG finendo alle tante associazioni Onlus e no-profit che gravitano nel panorama del volontariato, ma la cosa davvero interessante è che solo le organizzazioni che posseggono determinati requisiti dimostrabili possono essere destinate al servizio civile. Ogni anno gli enti iscritti in albi nazionali e regionali possono presentare progetti di Servizio Civile Nazionale che sottoposti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con un organo appositamente costituito valuta tutti i progetti definendo modi e termini per assegnare le risorse a quest’ultimi. E’ facile capire quindi come oggi chi decide di svolgere tale servizio viene gratificato non solo in parte da un contributo economico che permette ad un giovane di sostentarsi nelle sue piccole spese , ma soprattutto di essere impiegato per un anno in una attività qualificante e di alta valenza formativa ed educativa.

Foto: daxuomovolante – Fotolia

Continua a leggere

Volontariato in Italia:Verso la modifica della legge quadro sul volontariato

Il volontariato in Italia non ha goduto di una grande affermazione se viene comparata a quella che invece possiede in altre nazioni e soprattutto nel resto dell’Europa. Il paese che attualmente detiene il primato per l’impegno profuso alle tematiche di sviluppo sociale da parte dei cittadini a titolo gratuito è la Svezia, dove una persona su due è costantemente impegnata nel volontariato , mentre l’Italia risulta come al solito fanalino di coda con una percentuale di poco superiore all’1% sulla totalità della popolazione impegnata in questa pratica virtuosa. Probabilmente un risultato così negativo non è dato solo dal fatto che il volontariato ha bisogno di una società con un alto grado di coscienza morale per svilupparsi, qualità che attualmente latita nella nostro bel paese, ma anche per colpa di una legge che ha imbavagliato e molte volte spento sul nascere progetti e interventi nati per aiutare coloro che ne hanno un disperato bisogno e che vedono soventemente assenti le istituzioni governative.

La legge in materia di Volontariato

Per cercare di dare delle linee guida ufficiali alle migliaia di organizzazioni no-profit, Onlus e ONG, ad agosto del 1991 fu varata la legge n° 266 che si proponeva di mettere ordine in un mondo nel quale spesso la truffa o l’appropriazione indebita era dietro l’angolo. Ma come sempre succede per cercare di curare il male è molto facile che ci rimetta l’intero contesto, e allora da quella data il volontariato ha conosciuto una vita difficile, strozzato dalle lungaggini burocratiche e dai divieti che spesso colpiscono le organizzazioni che devono addirittura negare un semplice rimborso spese alla persona che affronta a volte anche sostanziose spese per prestare comunque a titolo gratuito la sua opera.

A quando la modifica della L. n° 266/91 sul volontariato?

Consci della problematica sopracitata finalmente negli ultimi anni (grazie anche al CNV e alle associazioni correlate) si è iniziato a discutere delle modifiche da apportare alla 266 e ai Dlgs da essa scaturiti. Oggi la quasi totalità degli organi che gravitano nella galassia del volontariato hanno attuato un programma che raccoglie idee e suggerimenti per aiutare il Legislatore a stilare un quadro chiaro delle diverse situazioni che si trovano giorno dopo giorno nel volontariato, aiutando quindi coloro che dovranno apportare le tanto sospirate modifiche a redigere una legge che davvero aiuti tutte quelle realtà che concorrono ogni giorno a rendere più civile e virtuosa la nostra nazione.

Foto: Stefan Lochmann – Fotolia

Continua a leggere